Osservare la storia delle società vive attraverso un'altra ottica, a partire da quello che chiamiamo la(e) cultura(e) in negativo, è quel che proponiamo di discutere nel corso di una riunione internazionale ed interdisciplinare di ricercatori delle più diverse aree del sapere, mantenendo gli Studi Culturali come area scientifica di partenza.

Lo scopo alla base dell'organizzazione di questo congresso consiste nella promozione e studio sistematico di tutte le correnti e discorsi centrati sulla percezione negativa "dell'Altro" (ad esempio antisessismo, anticlericalismo, anti-britannismo), nella storia del Portogallo, così come nell'articolazione all'interno della storia europea e di altre visioni culturali e civilizazionali del mondo. Utilizzando la metafora del negativo fotografico, desideriamo affrontare criticamente e caratterizzare le più svariate forme culturali che inquadriamo nel concetto di cultura negativa.

In realtà, la storia della mentalità della cultura portoghese ed europea è stata e continua ad essere segnata da conflitti ideologici e sociali che hanno generato dinamismi di confronto di lunga durata fra gruppi socioculturali, etnici, religiosi, di genere e classi. Fomentati da una propaganda più o meno intensiva, i movimenti e gruppi in opposizione nel corso della Storia tentarono di demonizzare "l'Altro", ovvero, fare dell'avversario che volevano combattere o eliminare, il nemico per eccellenza del bene della nazione, del progresso sociale e della liberazione da un certo giogo che pesava sulla comunità di cittadini. Questo confronto risultante dalla difficoltà di accettare ed accogliere "l'altro" nella sua differenza in termini di visione del mondo, modi di vivere, credere e pensare, ha provocato importanti fratture nella società e nella cultura del nostro paese, le quali sono fondamentali per comprendere le derive della nostra storia ed alcune questioni che ancora oggi sono oggetto di acceso dibattito.

Come accade per le nazioni europee più antiche, la cultura e la storia del Portogallo hanno conosciuto numerosi discorsi e pratiche che rendevano "l'altro" un antagonista. Nonostante gli svariati veicoli ed impatti, tutti questi discorsi (genericamente designabili attraverso il concetto di "anti") sono ricorsi a diverse strategie per presentare la visione del mondo, lo stile di vita, le credenze e l'ideologia di altri come una minaccia ai valori positivi di ogni società. Nella misura in cui rispondono a dibattiti ideologici in corso o a conflitti e tensioni esistenti fra gruppi/classi/etenie/generi e religioni, questi discorsi sono "nuovi".

Com questo congresso desideriamo apportare un importante contributo all'analisi e comprensione storica, culturale ed ideologica delle immagini costruite, in forma di esecrazione, intorno alle differenti visioni del mondo, modi di essere, di pensare ed agire che si sono culturalmente affermati ed hanno marcato mentalità e comportamenti sociali.

Alla luce dell'assioma "comprendere è già principio di cura", vogliamo con questo congresso, di natura scientifica ed accademica, dare anche il contributo ad una società sempre più plurale, integrante e rispettosa del diverso, ma intollerante in relazione a qualunque tipo di discriminazione (razziale, religiosa, etnica, ecc.) e a tutti i tipi di conseguente oppressione che ledono la dignità umana.


Imagem: linhadeletras | Powered by: Switx